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Calcare e durezza dell'acqua
Calcare
Alcuni dei problemi di tutti i produttori di acqua calda sono la formazione di calcare e la legionella.
I sistemi a circolazione forzata, che per la trasmissione del calore tra circuito primario del glicole e acqua sanitari prevedono per la maggior parte serpentine, hanno lo stesso problema delle serpentine dei bollitori elettrici, ovvero si incrostano di calcare perdendo di fatto in tempi anche brevi gran parte della propria efficienza.
Analogo problema hanno gli impianti solari cosiddetti "sottovuoto”, i cui bulbi, cioè la parte che trasmette il calore nell’accumulo all’acqua, è soggetta a forti incrostazioni e a gravose perdite di resa.
Gli impianti solari con trasmissione del calore ad intercapedine come il Super Solar, non temono il problema.
La grande superficie di scambio e la stratificazione, fa sì che negli anni non vi siano cali di resa ed una semplice pulizia decennale ripristina la quasi totalità della sua capacità di trasmissione del calore.
Altro notevole problema degli accumuli è la Legionella, la normativa (D.L. 2.2.2001) prevede che vi sia almeno un ciclo di innalzamento della temperatura al di sopra dei 70 °C degli accumuli. Gli impianti a circolazione naturale, anche nei mesi non prettamente estivi (dove raggiungono temperature al di sopra dei 90 °C), arrivano facilmente a temperature al di sopra di 70 °C, cosa più difficile negli impianti a circolazione forzata a causa della loro resa inferiore e degli accumuli più voluminosi.
Nel periodo invernale il sistema solare integrerà la caldaia, che provvederà all’innalzamento della temperatura oltre i 60 °C. Dove sono installati accumuli in cui si riversa non solo il calore prodotto dall’impianto solare, ma anche per esempio dalla caldaia, questo dovrà necessariamente essere portato a una temperatura di oltre i 70°C in qualsiasi stagione, con evidenti costi energetici in gas o gasolio.
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Durezza dell'acqua
Un’acqua potabile e quindi ben accetta dal nostro corpo non può mancare dei sali minerali essenziali: sodio, calcio, magnesio. Pertanto una buona acqua da bere deve avere una durezza superiore ai 15° francesi. Le nostre acque spesso hanno valori attorno ai 20-25° francesi. La durezza si misura infatti in gradi francesi: un grado francese indica la presenza di 10 mg di carbonato di calcio per litro d’acqua.
Di seguito la classificazione delle acque in base al loro grado di durezza. Gli inconvenienti legati alla durezza fanno si che resistenze e serpentine incrostate diminuiscano la loro capacità di riscaldarsi e di trasmettere calore e vanno incontro ad una rapida usura. Per effetto dell’isolamento termico, che le incrostazioni creano attorno alle superfici intaccate, abbiamo una notevole diminuzione della resa. Ogni mm di calcare depositato su una serpentina provoca una diminuzione dell’efficienza termica del 10-15%.
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| Mese |
| Molto dolci |
0° - 7° |
| Dolci |
7° - 14° |
| Mediocremente dure |
14° - 22° |
| Abbastanza dure |
22° - 32° |
| Dure |
32° - 54° |
| Molto dure |
oltre 54° |
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