La scelta del sistema

IMPIANTO SOLARE: LA SCELTA DEL SISTEMA

 

Il risparmio è l’obiettivo primario nella scelta del sistema solare. Fondamentale è la scelta dell’impianto giusto per centrare l’obiettivo.

Uso, dimensionamento, ingombro, peso, problemi di calcare e legionella, resistenza agli agenti atmosferici e dispersioni termiche, qualità dei materiali, assistenza, certificazioni sono elementi di valutazione per focalizzare l’investimento del risparmio.

Uso

Gli impianti solari sono nati per uno scopo semplice, scaldare acqua.

D’altro canto non possiamo pretendere da un impianto solare, che funziona con un’energia incostante come quella solare, ma pur sempre gratuita, di rispondere ad altre necessità.

La tabella seguente indica come attraverso l’irraggiamento solare medio, il risparmio sia del 100 % nei mesi estivi (aprile – settembre), mentre va dal 30 al 60 % nei mesi invernali.

Dato significativo anche per il corretto dimensionamento e nella scelta di non poter usufruire dell’impianto nei mesi invernali anche per il riscaldamento ambiente.

Energia prodotta

 

Schema energia prodotta

Irraggiamento annuo

Mese Energia prodotta mensilmente (KWh)
Gennaio 29,22
Febbraio 56,49
Marzo 62,33
Aprile 118,16
Maggio 189,10
Giugno 213,78
Luglio 263,92
Agosto 226,91
Settembre 143,48
Ottobre 56,97
Novembre 43,50
Dicembre 32,46

Irraggiamento mensile in kWh su media annua di 1454.33 kWh/mq.

Ingombro

La scelta di un impianto a circolazione naturale risponde pienamente all’esigenza di spazio, funzionalità e praticità.

Quando si pensa ad un sistema solare, vanno tenuti in considerazione alcuni aspetti troppo spesso trascurati come l’ingombro ed i pesi dei sistemi.

La scelta di un impianto a circolazione naturale come Super Solar, il cui accumulo è posizionato sul tetto o nel sotto tetto, risponde in pieno all’esigenza di spazio, funzionalità e praticità dell’impianto stesso.

Ingombro sistema solare termico

Peso

Peso sistema solare termico

La normativa prevede che un edificio abbia solette o terrazzi che supportino pesi fino a 200 kg/m² (norma DM 9 gennaio1996, norme tecniche sulle costruzioni e collaudi).

In fase di progettazione o di installazione, clienti, ma ancor prima progettisti termoidraulici ed installatori, tendono al non rispetto della normativa sulle costruzioni in merito al rispetto del peso.

Posizionare bollitori di soli 200 l del peso di quasi 300 kg su una superficie inferiore al mq, può mettere seriamente in pericolo la staticità e la sicurezza degli edifici stessi, chiamando in causa chi ha progettato e installato il sistema solare.

Il dimensionamento massimo di 300 l di accumulo e la tipologia di installazione, fa si che gli impianti a collettore dei sistemi a circolazione naturale rispondano pienamente alle norme di pesi per superficie su tetti o terrazzi.

Dimensionamento

Un corretto dimensionamento degli impianti fa sì che la convenienza sia massima.

Un sottodimensionamento ha come effetto solo un limitato risparmio e tempi di ammortamento più lunghi.
L’installazione di un impianto sottodimensionato o di un impianto corretto ha spesso lo stesso costo.
Viceversa impianti troppo grandi per il reale fabbisogno dell’utente sono di fatto più costosi al momento dell’acquisto e possono portare a sprechi che non sono compatibili con la filosofia dell’impianto solare.

Solar Energy Group ha creato una gamma di impianti Super Solar che rispondono a ogni esigenza dell’utente, ovunque installato, per massimizzare la “quota di copertura” dell’impianto solare, ovvero ciò che il sistema solare fa risparmiare.

 

Dimensionamento sistema solare termico

Il corretto dimensionamento si riflette anche sull’installazione e sui costi delle tubazioni, più grande è l’impianto, maggiore è la spesa dell’installazione. Cosa non altrettanto vera per gli impianti a circolazione naturale, i quali hanno una forbice di costo dell’installazione molto più piccola.

Solar Energy Group non risponde solo alle domande dei clienti con i propri tecnici, ma ha creato anche un ufficio tecnico per le esigenze dei professionisti.

Calcare e durezza dell’acqua

Calcare

 

Alcuni dei problemi di tutti i produttori di acqua calda sono la formazione di calcare e la legionella.
I sistemi a circolazione forzata, che per la trasmissione del calore tra circuito primario del glicole e acqua sanitari prevedono per la maggior parte serpentine, hanno lo stesso problema delle serpentine dei bollitori elettrici, ovvero si incrostano di calcare perdendo di fatto in tempi anche brevi gran parte della propria efficienza.

Analogo problema hanno gli impianti solari cosiddetti “sottovuoto”, i cui bulbi, cioè la parte che trasmette il calore nell’accumulo all’acqua, è soggetta a forti incrostazioni e a gravose perdite di resa.
Gli impianti solari con trasmissione del calore ad intercapedine come il Super Solar, non temono il problema.
La grande superficie di scambio e la stratificazione, fa sì che negli anni non vi siano cali di resa ed una semplice pulizia decennale ripristina la quasi totalità della sua capacità di trasmissione del calore.

Altro notevole problema degli accumuli è la Legionella, la normativa (D.L. 2.2.2001) prevede che vi sia almeno un ciclo di innalzamento della temperatura al di sopra dei 70 °C degli accumuli. Gli impianti a circolazione naturale, anche nei mesi non prettamente estivi (dove raggiungono temperature al di sopra dei 90 °C), arrivano facilmente a temperature al di sopra di 70 °C, cosa più difficile negli  impianti a circolazione forzata a causa della loro resa inferiore e degli accumuli più voluminosi.
Nel periodo invernale il sistema solare integrerà la caldaia, che provvederà all’innalzamento della temperatura oltre i 60 °C. Dove sono installati accumuli in cui si riversa non solo il calore prodotto dall’impianto solare, ma anche per esempio dalla caldaia, questo dovrà necessariamente essere portato a una temperatura di oltre i 70°C in qualsiasi stagione, con evidenti costi energetici in gas o gasolio.

 

Durezza dell’acqua

Un’acqua potabile e quindi ben accetta dal nostro corpo non può mancare dei sali minerali essenziali: sodio, calcio, magnesio.
Pertanto una buona acqua da bere deve avere una durezza superiore ai 15° francesi. Le nostre acque spesso hanno valori attorno ai 20-25° francesi.
La durezza si misura infatti in gradi francesi: un grado francese indica la presenza di 10 mg di carbonato di calcio per litro d’acqua.

Di seguito la classificazione delle acque in base al loro grado di durezza.
Gli inconvenienti legati alla durezza fanno si che resistenze e serpentine incrostate diminuiscano la loro capacità di riscaldarsi e di trasmettere calore e vanno incontro ad una rapida usura.
Per effetto dell’isolamento termico, che le incrostazioni creano attorno alle superfici intaccate, abbiamo una notevole diminuzione della resa. Ogni mm di calcare depositato su una serpentina provoca una diminuzione dell’efficienza termica del 10-15%.

Tipologie di acqua Gradi Francesi
Molto dolci 0° – 7°
Dolci 7° – 14°
Mediocremente dure 14° – 22°
Abbastanza dure 22° – 32°
Dure 32° – 54°
Molto dure oltre 54°